sabato 31 gennaio 2015

Italo Svevo - Vita - Opere - Pensiero

VITA
Italo Svevo nacque il 19 Dicembre 1861 a Trieste, da un’agiata famiglia borghese di origine ebraica. I suoi primi studi furono indirizzati dal padre alla carriera commerciale, fu mandato in collegi in Germania e li poté dedicarsi alle letture di scrittori tedeschi come Goethe e Schiller, le quali influenzarono la sua aspirazione di divenire scrittore. Politicamente era vicino alle posizioni irredentistiche e socialiste. Nel 1880 il padre fallì e Svevo conobbe l’esperienza della declassazione, fu costretto a cercare lavoro e si impiego presso una banca. Il lavoro impiegatizio era per lui opprimente e arido, cercò quindi un’evasione nella letteratura, leggendo classici italiani e contemporanei francesi.
Dopo il matrimonio con la facoltosa cugina Livia Veneziani la sua situazione cambiò dal punto di vista psicologico poiché trovava finalmente delle certezze nella figura del pater familias, sia perché entrò a far parte della ditta del suocero, abbandonando la vita dell’impiegato e proiettandosi nel mondo dell’alta borghesia. In questo periodo lasciò l’attività letteraria, giudicandola come qualcosa che avrebbe compromesso la sua nuova vita attiva. In realtà il proposito di abbandonare la scrittura letteraria non fu da lui osservato con rigore e l’incontro e la successiva con James Joyce, con il quale vi fu un ricco scambio intellettuale, lo fece riavvicinare alla scrittura.

Dalla Repubblica di Weimar alla seconda guerra mondiale

WEIMAR
Alla fine della guerra la Germania firmò l’armistizio con le potenze alleate, si trattava di una resa senza condizioni dettata dall’impossibilità materiale di proseguire la guerra. Fu firmata dagli esponenti del nuovo governo presieduto dal socialdemocratico Ebert e sostenuto da ex combattenti convinti che la destra aveva pugnalato alla schiena la Germania, incitando il popolo alla rivoluzione. Nel frattempo in trincea si era creata una comunità di camerati, i quali sognavano di trasferire questa comunità di trincea alla vita nazionale e sostennero l’attività dei  CORPI FRANCHI  che si rifiutavano di gettare le armi.
Nel 1918, svanite tutte le speranze tedesche di vincere il conflitto, la formazione politica dissidente al nuovo potere socialdemocratico  LEGA DI SPARTACO , diede vita al  PARTITO COMUNISTA DI GERMANIA  che tentò di conquistare il potere per via rivoluzionaria, ma fallì miseramente e  ROSA LUXEMBURG E KARL LIBKNECHT  furono arrestati e assassinati. Appoggiata dal  PARTITO SOCIALISTA INDIPENDENTE , più radicale ed incline a voler effettuare una rivoluzione comunista come in Russia il partito comunista di Germania fondò  PARTITO COMUNISTA UNIFICATO DI GERMANIA , il più forte partito comunista d’Europa.
Nel 1919 si tennero le elezioni per  L’ASSEMBLEA COSTITUENTE , per stendere la nuova Costituzione repubblicana a  WEIMAR  luogo che aveva ospitato Goethe e Schiller, si voleva sottolineare che la nuova Germania non voleva essere estraneo alla tradizione. Vennero stabiliti i diritti dei cittadini e l’ordinamento dello stato Federale e parlamentare il parlamento era diviso in camera delle regioni e camera generale  il presidente della Repubblica era eletto a suffragio universale e aveva poteri importanti, poteva emanare leggi e dare ordini alle forze armate.
La nuova repubblica dovette firmare il  TRATTATO DI VERSAILLES  che sanciva grandi perdite per la Germania e alla quale conferenza la Germania non fu ammessa e non poté negoziare né discutere le decisioni: dovette subire amputazioni territoriali, tutti i possedimenti coloniali, l’alsazia-lorena. Ebbe delle limitazioni militari in quanto le fu vietato

CONFRONTO: London di William Blake e Composed Upon Westminster Bridge di Wordsworth

London is is about the people of London and the conditions of the urban poor and their physical and moral misery. He focuses on the ugly side of the city.
Westminster bridge is a more positive view of London and is more concerned with the beauty and harmony of the buildings and nature together.
Walks through the streets of London in the darkness of night and his perspective is at street level, narrow and restrictive.
Views London from Westminster bridge his perspective is panoramic.
Draws attention to the suffering of individuals and presents the woes of several figures; the chimney sweepers, soldiers and young harlots .
Describes the urban environment ignoring its unpleasant and industrial aspects .
Shows general image of the city in the absence of human activity.
The mood and atmosphere of the poem is negative bitter and disillusioned.
The mood and atmosphere is positive, beautiful and peaceful.
He attacks the institutions of England ; the church, the monarchy and the rich ruling class.

There is dynamic activity , the harlots curse, the soldiers sigh,  every cry of every man.
Describes a still motionless landscape.
Describes and interprets what he sees.
Expresses the emotion that he feels at the sight of what he sees.
Against the social consequences of the industrial revolution .
Against the industrial revolution refuges in the beauty of nature.
Simple structure, simple  but powerful language. Uses repetition, chartered, marks, cry, every. Metaphor 8th line
Synecdoche (chimney sweepers , soldiers )
Alliteration  blasts blight
Petrarchan sonnet composed of 14 lines and divided in 22 quatrains and 2 terzet. descriptive words , gentle sounds to reflect the calm nature of the poem. The rhyme scheme is ABBA ABBA CDC DCD. The poet uses metaphor, repetition, personification and simily.

De Rerum Natura - Lucrezio

LIBRO1
Il primo libro si apre con un lungo proemio che contiene l'inno a Venere, l'elogio di Epicuro, la condanna della religio e l'esortazione a liberarsi dalla paura della morte.
Sallustio, riprendendo la filosofia di Epicuro, afferma che il timore che la religio incute negli umani si deve alla loro ignoranza, infatti se essi conoscessero quale sia l'origine e la natura dell'anima troverebbero la forza per opporsi alla religio.
Alla base di tutte le leggi della natura che l'uomo deve conoscere sta il principio secondo cui nessuna cosa si genera dal nulla per volere divino e bisogna fare ricorso alla ragione per comprendere il divenire delle cose.
Egli afferma che la materia è costituita da particelle semplici indivisibili, infiniti in numero, limitati nelle forme e dalle innumerevoli combinazioni: gli atomi.
Il primo libro si chiude

William Blake - Infant joy - Infant sorrow - London - COMMENTO

William Blake, born in London the 1757, was an engraver. He started writing in his late twenties,                                                                                                                                 in 1789 he published  the songs of innocence, and in 1794 the which he engraved himself. these are the original publications: instead of printing the book normally he engraved both the words and the pictures on copper plates with a special technique of this own called "illuminated printing".

INFANT JOY

This poem focuses on the gift of life in a newborn, and celebrates happiness. It is presented in a form of an imaginary dialogue between a mother and his newborn child who’s two days old. The mother asks the baby how he wants to be called, and he names himself Joy because joy is the only emotion he has experienced so far. The mother blesses the baby with the name Joy, and hopes that joy will always be his lot in life.

Le Pont Mirabeau - Guillaume Apollinaire - COMMENTO

LE PONT MIRABEAU

Sous le pont Mirabeau coule la Seine
           Et nos amours
     Faut-il qu'il m'en souvienne
La joie venait toujours après la peine
Vienne la nuit sonne l'heure
           Les jours s'en vont je demeure
Les mains dans les mains restons face à face
           Tandis que sous
     Le pont de nos bras passe
Des éternels regards l'onde si lasse
Vienne la nuit sonne l'heure
           Les jours s'en vont je demeure
L'amour s'en va comme cette eau courante
           L'amour s'en va
     Comme la vie est lente
Et comme l'Espérance est violente
Vienne la nuit sonne l'heure
           Les jours s'en vont je demeure
Passent les jours et passent les semaines
           Ni temps passé
     Ni les amours reviennent
Sous le pont Mirabeau coule la Seine
Vienne la nuit sonne l'heure
           Les jours s'en vont je demeure


Inspiré par la fin de l'amour entre le poète et marie Laurencin. Le thème principal est l'amour qui passe et le temps qui s'enfuit.
PONT MIRABEAU : il représente trois symboles :

Guillaume Apollinaire - Vita - Opere

SA VIE
Guillaume Apollinaire, nait à Rome en 1880 ; il a étudié à Nice et à Paris, et il a conduit une vie très mouvementée car il travaillait beaucoup avec sa mère. Il tombe amoureux d’une jeune anglaise, Annie Playden, qu’il suit à Londres sens jamais voir son amour partagé. Mais sa famille l’éloigne en Amérique et quand il retourne à Paris, il mené une vie bohème et prend part aux discussions sur le cubisme aussi avec Picasso (il contribue à diffuser les idées du cubisme avec ses écrits critiques)(dans le caveaux). Il engage une relation avec Marie Laurencin et au début de la première guerre mondiale il s’engage volontairement, mais il reste blessé.
Apollinaire peut être considéré comme un poète carrefour car, dans ses poèmes on voit un contraste entre la nostalgie traditionnelle, classique, romantique, symboliste et la modernité, l’avant-garde, le futurisme, le surréalisme et le dadaïsme.
Il était un homme curieux, d’une vaste culture, un être changeant instable, un homme sociable qui toujours recherchait l’affection des femmes.
Ses deux recueils principaux sont Alcools et Calligrammes :

ALCOOLS
Ce recueil représente le passage d’une poésie traditionnelle è une poésie moderne :
Bouvetées :

Charles Dickens - Hard Times - A Christmas Carol

Charles Dickens was born in 1812 in Portsmouth, but in his early years moved to London because of his father’s critical economic situation. In fact, at the age of twelve he was withdrawn from school and forced to work in a blacking factory. This experience marked him for life and influenced all his works. When his father’s economic situations improved, he continued his studies, became a journalist and published 14 successful novels, among which Oliver Twist, David Copperfield, Great Expectations, Hard Times and A Christmas Carol.

HARD TIMES: It tells the story of a school teacher, Thomas Grangrind, a citizen of Coketown, who believes on the importance of utilitarianism, reason and calculation; he is very rational and narrow minded. He  has two children: Louisa and Tom, who he raises, trying to suffocate every tendency to imagination. He does the same with his students: he considers them as numbers and pitchers which he has to fill with information and knowledge. (Sissy, whose father is a circus keeper).  His daughter married an old and rich factory owner, as her father wanted, but has an un happy marriage. She is distracted by another man, Mr Bounderby, but when he tries to seduce her, she runs to her father asking for help. In that moment Mr. Grandgreed understands that his life of facts and figures is a non sense and decides to change. The novel represents  an open criticism to the effects of the industrial society: materialism and utilitarianism.

Le Petit Prince: Antoine de Saint-Exupéry

L'histoire qui précède le récit, le dessin d'un boa qui mange un éléphant, mais que tous voit comme un chapeau, a une signification profonde : la réalité de tous les jours risque d'aplatir notre pensée et de restreindre notre point de vue sur tout ce qu'est utile ou pratique. Par conséquent, nous devons retrouver la naturalité et l'innocence de l'enfance, le goût d'apprécier les choses simples, la capacité de nous nous débarrasser des préjugés, le courage de nous détacher de la culture dominante, la découverte d'une nouvelle réalité.
Le Petit Prince a eu une série de rencontres sur les différents astéroïdes visités avant d'atterrir sur la terre: il a vu un roi qui a fondé son autorité sur la sagesse; un vaniteux; un alcoolique pathétique, qui se justifie par une argumentation vicieuse et encore un homme d'affaires, sans sentiments etc…
Quand il descend sur la terre : il rencontre un pilote (l'auteur), atterri dans un désert avec un avion en panne. Un personnage, adulte, qui a l'âme d'un enfant s'implique dans les entreprises les plus absurdes, avec le petit prince. La rencontre avec le renard fait découvrir au petit prince le vrai sens de l'amitié et avec lui il établit une relation profonde et intense qui enrichit tous les deux et qui lui fait réaliser que les gens, les choses sont enfermés dans les apparences et seulement en les domestiquant, en créant un lien et en surmontant les difficultés, on pourra révéler et apprécier leur personnalité. Domestiqué en outre peut aussi vouloir dire donner un peu de nous-mêmes aux autres, et être domestiqué accepter un peu des autres en nous-mêmes.

Jacques Prévert + COMMENTO: Les enfants qui s'aiment - Les feuilles mortes - Barbara - Cet amour

Jacques Prévert est né à Neuilly-sur-Seine dans une famille modeste. Il a fait son service militaire pendant lequel il rencontre le peintre Yves Tanguy, qui l’approche au surréalisme.  Mais tôt il rompt avec le surréalisme et il s’engage dans une poésie plus personnelle. Il commence aussi à travailler à des films publicitaires et il écrit les dialogues de certains films. Ses premiers recueils de poèmes circulent clandestinement pendant l’Occupation et ils seront publiés à la fin de la guerre. Le succès est immédiat.
Son œuvre est variée. Il est un poète du quotidien, de la réalité : il chante l’amour, la beauté de la nature, les oiseaux, la liberté, l’enfance, la jeunesse et il dénonce le mal, la guerre, la bêtise, les injustices il met dans ses poèmes des thèmes modernes comme la pollution et le bruit.
Sa poésie est très accessible, caractérisée par des répétitions et des jeux de mots.

LES ENFANTS QUI S’AIMENT
Le poème anticipe le sujet dans le titre : l'amour des jeunes et la relation des amoureux avec la réalité. L'amour entre garçons est en fait plus léger, sans prétention, transparent. Ils sont éloignés du monde, rien et personne n'existe plus autour d'eux, parce qu'ils n'appartiennent plus à ce monde, mais ils s'élèvent, immergés dans la puissance de leurs sentiments.
La composition est basée sur le contraste entre «les garçons qui s'aiment" et "les passants" dans leur vie quotidienne banale qui les marquer avec le doigt car ils les envient et se moquent de leur, mais les enfants qui les aiment les ignorent.

Le mal du siècle vu travers les personnages de Ortis, Werther et René

La caractéristique fondamentale du romantisme est le mal du siècle. Une condition physiologique qui afflige les intellectuels et qui se manifeste avec la mélancolie, l’angoisse, l’impossibilité de vivre, la dépression et qui porte les intellectuels à se éloigner de la société.
Habituellement cette condition a une cause sociale: il y a la lutte entre le moi et le moi-même, entre le moi sociale et le moi intérieur. L’intellectuel ne se trouve pas à sa place dans la société parce qu’il a des idées divers et donc il est incompris. En effet il se trouve dans une place centrale entre  la bourgeoisie qui est lié au rationalisme, è la raison et donc pas aux passions, et l’aristocratie qui ont l’esprit fermé et refuse de renoncer à ses privilèges. Ce contraste le pousse à se replier sur eux-mêmes et de se éloigner de la societè, de ne pas accepter les injustices, les malheurs, et ils voient le suicide comme seule solution à ce mal.
Ca c’est le cas d’Ortis et Werther.
Jacopo Ortis c’est le protagoniste du roman « les dernières lettres de Jacopo Ortis », écrit par l’italien Ugo Foscolo.  Ortis est un jeune patriote qui, après le traité de Campo-Formio se réfugier sur les collines Euganées pour échapper aux persécutions. Là, il tombe amoureux de Teresa, mais la jeune fille est déjà fiancée à Edward, l'antithèse d’Ortis. Le désespoir amoureux et politique l'a conduit à un pèlerinage en Italie, mais, après avoir appris le mariage de la femme, il se tue. On voit, donc, en Ortis, un mal du siècle développé sous deux points de vue : le désespoir inspiré par la prise de conscience qu'il ne peut atteindre ni l'amour de la femme qu'il aimait, ni leur idéal politique.
L'intrigue est inspirée au Werther de Goethe, un jeune homme tombe amoureux d'une femme qui est destiné à un autre. Il est aussi un jeune intellectuel en conflit avec le contexte social dans lequel il ne se reconnait pas.  Cependant, il ya plusieurs différences entre les deux romans :

Le roman réaliste - Honoré de Balzac - Le père Goriot

Le roman réaliste

Pendant le Romantisme le roman historique se développe, il y a l’intérêt pour le passé parce qu’on cherche dans le passé la racine de l’identité d’un peuple et d’une nation. Cette tendance a été introduit pour la première fois par Walter Scott, ses romans exposaient le cadre d’une déterminée époque du passé, en illustrant pas seulement les évènements politiques et militaires mais aussi leur effets sur la vie quotidienne et privée.
A partir du troisième décennie du xix siècle il y a la naissance d’une nouvelle forme de roman : le roman réaliste, qui représente le contexte social et les évènements de leur période.
Le roman réaliste réagit contre l’imagination et la subjectivité romantique, rejettent les effusions et les idéalisations romantiques. Il se caractérise par la recherche des histoires vraies. Les grands romanciers de cette période sont Flaubert, Stendhal et Balzac.

Honoré de Balzac

Honoré de Balzac nait à Tours dans une famille bourgeoise et il commence des études de droit mais il se passionne pour l’écriture, et il débute comme écrivain. Initialement le succès n’arrive pas, il a des dettes et donc il décide d’ouvrir une imprimerie mais il fait faillite et l’écriture devient indispensable pour lui. Il va beaucoup écrire sans négliger sa vie sociale. Sa production est énorme et elle comprend 90 romans, 30 contes et 5 pièces de théâtre. Il s’enrichie, après avoir voyagé il meurt    d’une crise d’apoplexie.

Montesquieu - L’Esprit De Lois

Montesquieu a publié l’Esprit de lois en 1748. Avec cette œuvre, il analyse  l’origine des lois et les trois formes  de gouvernement plus communes : la monarchie, le despotisme et la république .En parlant des lois, il les définit comme les rapports qui dérivent de la nature des choses, les lois ne sont pas crées par des individus externes, mais elles dérivent essentiellement  du climat, de l’économie, de la religion et te la géographie d’une nation et elles ne toujours bonnes s’elles respectent les principes de la forme de gouverne d’une nation. Montesquieu décrive aussi trois formes des gouverne : la monarchie, le despotisme et la république, et il identifie le principe qui est à la base di chacun d’eux. Le principe à la base de la monarchie est l’honneur et surtout la vanité et l’ambition des sujets. A la base du despotisme il y a la peur du despote vers le peuple, et la crainte du peuple vers le despote. Enfin, à la base de la république, que Montesquieu décrive comme difficile à la réalisation sauf que dans une petite communauté, il y a la vertu, mais pas une vertu chrétienne ou morale, mais une vertu politique qui s’identifie dans l’amour de la liberté, l’égalité et l’état. Selon Montesquieu la  meilleure forme de gouverne pour la France est la monarchie, pas absolue, mais constitutionnelle, où les pouvoirs sont partagés. 

L'evolution de l'intellectuel du XVIéme au XVIIIéme siècle

A chaque époque correspond un stéréotype, un archétype, un idéal humain et intellectuel.
Au Moyen-âge, le chevalier incarne avant tout les qualités physiques et morales.

1600 : L’honnête homme.

L’intellectuel du XVII siècle vive selon l’idéal de l’honnête homme. Homme de cour et homme du monde, il se doit de se montrer humble, courtois et cultivé mais aussi de pouvoir s'adapter à son entourage. Au nom de la nature, il refuse tout excès et sait dominer ses émotions.

The novel in the Romantic Age - Walter Scott - Jane Austen

The 18th century is a period known as the Age of Revolutions. In fact  two of the most important revolutions broke out: The French Revolution, which brought new ideas and beliefs; and the Industrial Revolution, which transformed Britain’s social structure.
All these changes had their effect on the development of the novel: novelists preferred to avoid or tie to the way of the world fiction, and preferred to concentrate on the linear history of one or more characters and issues. The two most important British novelists are Jane Austen and Walter Scott, who can be considered as polar opposites, but they actually depicted in different ways the same society in which they lived.

Walter Scott

Sir Walter Scott  was a Scottish writer and poet and one of the greatest historical novelists. He was born in 1771, in Edinburgh. An early illness left him lame in the right leg, however he had great physical endurance. He attended Edinburgh High School and studied arts and law at Edinburgh University.
In the 1810s Scott published several novels. : Waverley, Rob Roy a portrait of one of Scotland's greatest heroes and Ivanhoe  set during the reign of Richard I is perhaps the best known of Scott's novels today. He died in 1832.
He preferred setting his novels in the past, in fact he is considered the greatest historical novelist. By describing the past, however Scott creates parallels with the world of his own time, criticizing or celebrating its aspects.

Marcel Proust - Vita - Opere - Commento "La petite madeleine"

VIE
Marcel Proust nait è Paris en 1871 dans une famille bourgeoise riche ; il est militaire à Orléans et grâce à la fortune de ses parents il n’est pas contraint de travailler pour vivre et il commente à observe et analyse les milieux qu’il fréquente. Apres la mort de ses parents, il écrit sas cesse, il quitte rarement sa chambre qu’il fait insonoriser. Il meurt en 1922 à cause d’une bronchite.
Jean Santeuil : il introduit l’idée du temps perdu.

A LA RECHERCHE DU TEMPS PERDU
Avec cette œuvre il va contre les idéals du réalisme car il croit que la seule réalité est intérieure et aussi contre le symbolisme.
Il ne veut pas raconter une histoire, mais explorer un espace intérieur : il n’y a aucune aventure ou intrigue mais la découverte des personnages du point de vue du e qui est celui du narrateur enfant, adolescent et adulte, qui observe, décrit et juge (peut être le même Proust).
Le temps perdue est le temps perdu dans la vie mondaine et surtout le temps de perdu dans la mémoire. Proust est obsédé par l’idée du temps qui transforme tout ; les hommes essaient de se donner des garanties (l’amour, l’amitié) mais c’est inutile et seulement le rapprochement du passé et du présente est une victoire sur le temps perdu. Ce rapprochement est possible seulement grâce à la mémoire involontaire.
-          Mémoire volontaire : on remonte dans le passé en faisant appel à l’intelligence
-          Mémoire involontaire : le souvenir surgit de façon imprévisible et est le résultat d’une émotion, d’une sensation olfactive, auditive, gustative et procure le bonheur et une sensation de plénitude absolue.

venerdì 30 gennaio 2015

Tesina terza media: L'odio Razziale e la guerra - La Seconda Guerra Mondiale

Collegamenti:

Storia: La Seconda Guerra Mondiale - l'Olocausto

Italiano: L'ermetismo - Primo Levi "Se questo è un uomo2

Filosofia: Carl Marx, l'economia e l'essenza della storia

Geografia: Gli Stati Uniti

Scienze: L'energia nucleare

Musica: Il Jazz 
Arte: Il Cubismo
Educazione fisica: I giochi olimpici


Inglese: The second world war and the post-war




Francese: La Seconde Guerre Mondiale


Educazione alla cittadinanza: La dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino



Voto ricevuto all'esame di terza media con questa tesina:


9

Tesina maturità: I Ruggenti Anni Venti. Tra Crisi E Innovazione [Economia]

Collegamenti:

Storia: Dal "boom economico" alla grande depressione degli anni '20 negli Stati Uniti

Filosofia: Carl Marx, l'economia e l'essenza della storia

Italiano: Giovanni Verga e la "legge dell'economia"

Fisica: Tra economia e quotidiano

Scienze naturali: Il plasma
Matematica: La matematica economica
Storia dell'arte: Gli anni ruggenti del fumetto
Inglese: The Jazz Age

Voto ricevuto alla maturità scientifica con questa tesina:


80

Johann Gottilieb Fichte - Vita - Opere - Pensiero

Johann Gottilieb Fichte nacque a Rammenau nel 1762 da una famiglia poverissima, tanto che compì si suoi studi lottando con la miseria; egli è il fondatore dell’idealismo: la massima incarnazione del Romanticismo filosofico, che, infrangendo i limiti conoscitivi posti da Kant, inaugura una nuova metafisica dell’infinito.

L’IDEALISMO
Con il termine idealismo si possono intendere tutte quelle dottrine come il platonismo e il cristianesimo che privilegiano la dimensIone ideale rispetto a quella materiale. In realtà in filosofia il termine viene utilizzato principalmente per indicare:
-          L’idealismo gnoseologico: quelle posizioni di pensiero che riducono l’oggetto della conoscenza a idea o rappresentazione (CartesIo, Berkeley, Kant).
-          L’idealismo romantico: corrente filosofica fondata da Fichte e Shelling che viene chiamato anche “trascendentale” (Io penso è il principio fondamentale della conoscenza), “soggettivo” (poiché si contrappone al punto di vista di Spinoza che aveva ridotto la realtà a un principio unico di sostanza=natura=oggetto) e “assoluto” (per sottolineare l’affermazione chiave dell’idealismo romantico secondo cui l’Io è il principio unico di tutto al di fuori del quale non vi è nulla).

giovedì 29 gennaio 2015

Emile Zola - Vita - Opere - Pensiero

Emile Zola nait à Paris en 1840. Il grandit et étudie à Aix-en-Provence, il se lance dans le journalisme et évolue vers le réalisme et le naturalisme sous l’influence des frères Goncourt avec leur études sur la phycologie, et Hyppolite Traine. En 1880 il publie « Le roman expérimentale » et « Les romanciers naturalistes », où il présente sa théorie sur la littérature.
En 1894, Alfred Dreyfus, un capitaine de l'armée, Juif, en service pour le ministère français de la guerre est accusé de révéler des informations secrètes à l'Empire allemand, et il est condamné injustement selon le journaliste Zola qui publie un article « J’accuse ». Zola accuse la France de racisme, d’avoir falsifié un procès et d’être une nation xénophobe. Pour cette raison il est arrêté et s'exile volontairement en Angleterre et menace de ne pas retourner en France si le procès n'est pas refait. Cet événement devient un scandale européen et la France décide d'accepter ses conditions.
Zola meurt en 1902 d’une asphyxie accidentelle qui reste assez suspecte.

Son œuvre

« Les Rougon-Macquart », un recueil de 20 romans est son œuvre la plus importante ; avec ces romans, Zola a le but de décrire la vie d'une riche famille, à travers son arbre généalogique, reflet sur l'histoire d'une époque qui a porté la France à la ruine et démontre l’influence du milieu sur la personnalité et les actions des personnages.

Esame di maturità 2015: LE MATERIE DELLA SECONDA PROVA

Le materie della seconda prova della maturità 2015 sono state pubblicate oggi (29/01/2015) sul sito del MIUR. Contemporaneamente sono state pubblicate anche le materie affidate ai commissari esterni.

Chateaubriand - Vita - Opere - Pensiero

SA VIE

François-René de Chateaubriand est né en Bretagne en 1768, dans une famille d’aristocrates. Il grandit avec sa sœur Lucile et commence à fréquenter les salons et les milieux littéraires. Au début de la Révolution, il quitte la France et s’embarque pour l’Amérique, mais il rentre en France et rejoint l’armée. Il est blessé et il s’exile à Londres ou il conduit une vie misérable. La mort de sa mère le rapproche de la religion chrétienne et, après avoir reçu des bureaux politiques, il se consacre à la littérature et il meurt en 1848.

SON ŒUVRE

Chateaubriand ignore l’antiquité, redécouvre l’histoire chrétienne, le Moyen Age et exalte l’importance de la nature.
Il a écrit beaucoup d’œuvres, parmi lesquels :
Essai sur les révolutions : il étudie les rapports entre la révolutionne française et les révolutions anciens.

Charles Baudelaire - Vita - Les Fleurs Du Mal

Charles Baudelaire nait à Paris en 1821, son père, meurt quand il avait six ans ; sa mère se remarie mais il supporte très mal ce remariage qu’il vit comme une trahison car le nouveau mari, le commandant Aupick, incarne toutes les valeurs sociales qu’il rejette et devient un ennemi personnel. Il devient un étranger dans sa même maison et il commence à écrire des poèmes, Il est mis en pension à Lyon et commente des études de droit, mais quand il retourne à Paris il conduit une vie dissipée, fréquente les milieux littéraire et, préoccupée par sa conduite, sa famille le fait embarquer pour les Indes. A son retour il est majeur et demande sa part de l’héritage de son père, il mené une vie de luxe, il a aussi une relation avec la chanteuse Jeanne Duval et in devient un dandy (un homme de monde, sceptique, ironique, insolent, volontairement snob et en réaction contre la société bourgeoise), donc il peut être considéré un poète maudit et décadent, car il a une visionne pessimiste de la vie et représente la crise d’une société bourgeoise fausse. En quelques mois il dépense la moitié de son héritage et sa famille décide, avec un conseil judiciaire de lui allouer seulement une rente de 200 francs par mois ; il est forcé à travailler. Il devient critique d’art et en 1857 fait publier un recueil Les Fleurs du mal, qui est tout de suite condamné pour outrage à la morale publique et il doit supprimer six poèmes. Baudelaire, comme Flaubert, dénonce l’hypocrisie des valeurs de la bourgeoisie ; les deux procès indiquent le costume et la mentalité de l’époque et surtout témoignent l’innovation apportée par les deux œuvres. En 1867 une crise le laisse à demi paralysé et il meurt le 31 aout 1867.
Son œuvre : il a écrit beaucoup des œuvres : les fleurs du mal, le spleen de Paris, Paradis artificiels et son journal intime Mon cœur mis à nu (il décrit ses sentiments, sa vie, ses passions même s’il pourrait être méprisé, il se montre ouvertement-> poésie forte).
Il peut être considéré l’initiateur de la poésie moderne car il est l’initiateur de la poésie symboliste.

LES FLEURS DU MAL : est son recueil le plus important.

Le thème central est le spleen : un état maladif, une difficulté à exister qui nait

Tesina maturità: Il mare... Tra emozioni, realtà, scienza, fughe, scontri ed "impressioni"

Collegamenti:

Italiano: Introduzione generale - Ugo Foscolo: A Zacinto
Divina Commedia: Purgatorio canto I - Paradiso canto I
Francese: Jaques Prevert: Les Feuilles Mortes
Filosofia: La filosofia della navigazione: Platone - Kant - Nietzsche
Storia: Lo sbarco in Sicilia
Storia dell'arte: Claude Monet - Impressione Levar del sole - L'impressionismo
Geografia astronomica: La struttura e l-espansione dei fondali oceanici
Fisica: L'elettrolisi

Voto ricevuto alla maturità scientifica con questa tesina: 

100

Anteprima:








Schelling - Sintesi del pensiero filosofico

Vita.

Schelling nacque a Leonberg il 21 gennaio 1775. A 16 entrò in un seminario teologico e in questa occasione strinse amicizia con Hegel e ascoltò le lezioni di Fichte. Successivamente ruppe l’amicizia con Hegel, dal quale era stato attaccato e assistette  al suo trionfo, che segnò anche il declino dell’interesse pubblico nei suoi confronti. Morì il 20 agosto 1854 in svizzera.

Introduzione e influenze alla sua filosofia.

Schelling si trova in una posizione intermedia tra i due grandi idealisti: Fichte e Hegel e si discosta sia dal soggettivismo assoluto di Fichte che dal razionalismo assoluto di Hegel.
Mentre la filosofia di Kant è una filosofia del finito, che si ricollega piuttosto alla corrente illuministica, quella di Fichte, protratta verso l’infinità dell’io rispecchiava maggiormente lo spirito romantico dell’epoca. Schelling parte proprio dallo slancio verso l’infinito di Fichte, ma, nella sua dottrina fonde l’infinità oggettiva, che non poteva spiegare l’intelligenza e la ragione(ripresa da Spinoza) e l’infinità soggettiva che non poteva spiegare il mondo naturale (Fichte) in un Assoluto che non è né oggetto né soggetto, ma il fondamento di entrambi.

Arthur Schopenhauer - Sintesi del pensiero filosofico

Le radici del sistema
La filosofia di Schopenhauer si propone come un punto di incontro tra le diverse esperienze filosofiche tra le quali: Platone, Kant, l’illuminismo, il romanticismo, l’idealismo e la spiritualità indiana.
Da Platone riprende la teoria delle idee (gli archetipi del mondo), da Kant (a suo avviso il più grande rappresentante della filosofia contemporanea) riprende la distinzione tra fenomeno e noumeno, dall’illuminismo riprende il filone materialistico, dal romanticismo riprende il tema dell’irrazionalismo, dell’infinito, del dolore, e l’importanza data all’arte e alla musica, anche se sul piano filosofico il romanticismo mostra una tendenza globalmente ottimistica. Riprende l’idealismo in chiave critica, definendola una “bestia nera” e una filosofia delle università che ha una posizione non al servizio della verità ma degli interessi personali come il successo e il potere. Soprattutto egli si scaglia contro Hegel (idealismo) definendolo un ciarlatano e si indigna soprattutto di fronte alla divinizzazione dello Stato. Egli riprende la filosofia orientale soprattutto per la forza delle immagini; per la critica è ancora un problema aperto anche se la maggior parte dei critici lo considera solo un problema secondario, ma è necessario comunque attribuire a Schopenhauer alcuni meriti, in quanto è stato il primo filosofo occidentale ad introdurre i motivi del pensiero orientale nel suo sistema.

Noumeno-fenomeno
Il punto di partenza è la distinzione tra fenomeno e noumeno.

L'Italia secondo Dante, Petrarca e Leopardi

Nel 6 canto del Purgatorio, così come nel 6 canto sia dell’Inferno che del Paradiso, Dante inserisce un’invettiva contro la degradazione politica dell’ Italia, corrotta E lacerata dalle lotte interne. Egli si chiede a cosa siano servite le leggi di Giustiniano, il quale riunì una commissione di giuristi al fine di compilare un elenco di leggi e di definire il diritto civile,  sulla quale si fonda la scienza giuridica; se non vi è qualcuno che le faccia rispettare.
Dante critica anche la chiesa, che ostacola il potere dell’imperatore e cerca di assumere anche il potere temporale. Infine condanna anche l’imperatore Alberto d’Asburgo, il quale si disinteressò dell’Italia. È così sdegnato da  dubitare che dio stesso abbia distolto lo sguardo dalla penisola ed invita i cittadini di Firenze ad assumere cariche pubbliche, dubitando che questi ne siano in grado poiché non hanno alcun senso della giustizia.
La tradizione di lirica storica patriottica attraversa tutti i secoli da dante fino all età contemporanea, ricordiamo ad esempio la canzone  Italia mia benché parlar sia indarno di Petrarca, il quale condanna le lotte civili tra i signori italiani, e l impiego delle milizie mercenarie germaniche. Si può subito notare una differenza con dante, il quale  ha essenzialmente come riferimento l’impero e la chiesa, ed assume un atteggiamento apocalittico, tanto che minaccia terribili castighi dal cielo sulla corruzione contemporanea. Petrarca invece ha un tono molto più  commosso e solenne, con uno stile meno iperbolico.

Chiara Gamberale - Quattro etti d’amore, grazie - Riassunto - Analisi - Recensione - Finale alternativo

Quattro etti d’amore e un barattolo di stranezza. Erica e Tea. Due donne dalle vite tanto diverse quanto comuni sono le protagoniste del nuovo romanzo, tutto al femminile della giovane scrittrice Chiara Gamberale, nata a Roma il 27 Aprile 1977 e autrice di altri romanzi di successo, tra i quali “Le luci nelle case degli altri” e “L'amore quando c'era”.
Erica ha una vita tranquilla, normale, un posto fisso in banca, moglie di Michele e madre di Viola e Gustavo.
Ma una rapina in banca, la frase di una collega, sentenziata nel momento di massima tensione, in bilico tra la vita e la morte "Ma tu ci pensi, Erica? A tutte le esistenze che potrebbero farci felici, se non fossimo sempre alle prese con la nostra?" la farà riflettere e, in un certo senso cambiare. Le farà sognare una vita diversa, una vita come quella della madre sull'isola turistica di Formentera, alla ricerca di se stessa dopo l’abbandono dell’ormai ex marito, patrigno di Erica e padre di Eros, fratello tossicodipendente a cui Erica è affezionata, le farà sentire una sensazione che lei stessa chiama “sottovuoto”, l’aria che le manca e il corpo che si mette a galleggiare, per conto suo, dentro una sorta di sacchetto, e fuori dal sacchetto tutto il mondo. L’ansia, i pensieri, le preoccupazioni, i doveri, tutto si confonde tutto diventa un’unica cosa: niente. Sarà proprio questa sensazione, fantastica, leggera ma allo stesso tempo insopportabile che la porta ad essere più nervosa, a non prendere facilmente sonno, ad essere distratta, sembrare disinteressata di tutti e tutto e a mettere a repentaglio il matrimonio, fino a quel momento stabile con il marito.

Ugo Foscolo - Vita - Opere - Pensiero

LA VITA

Niccolò Foscolo (Ugo) nacque il 6 febbraio 1778 a Zante, una delle Isole Ionie, possedimento della Repubblica veneta da padre italiano e madre greca. Il fatto di essere nato in terra greca rivestì molta importanza per il poeta che si trovava legato alla civiltà classica. L’isola natia rimase sempre nella sua memoria e fu cantata più volte nella sua poesia; anche se, dopo la precoce morte del padre, trovandosi in gravi difficoltà economiche, fu costretto a trasferirsi a Venezia con la madre per trovare appoggio presso parenti e amici. Il giovane Foscolo, conoscendo poco la lingua italiana, si gettò negli studi e  acquisì una notevole cultura sia classica che contemporanea.
Per quanto riguarda i suoi ideali politici, egli era vicino ai principi della Rivoluzione francese, questo lo poneva in contrasto con il governo oligarchico e conservatore della Repubblica di Venezia,e per questo motivò lasciò presto la città per rifugiarsi sui colli Euganei.

Luigi Pirandello - Vita - Opere - Pensiero

VITA
Luigi Pirandello nacque il 28 giugno 1867 a Girgenti (Agrigento) da una famiglia borghese. Studio lettere all'università di Palermo successivamente all'università di Roma ma presto si trasferì all’università di Bonn e iniziò la sua produzione letteraria. L’esperienza degli studi in Germania fu importante perché non mi si contatto con la cultura tedesca in particolare con gli autori romantici, che ebbero una profonda influenza sulla sua opera e sulle sue teorie riguardanti l'umorismo. Nel 1892 si stabilì a Roma dedicandosi alla letteratura e qui si sposò. Nel 1903 un allagamento della miniera di zolfo in cui il padre aveva investito tutto i suoi risparmi, provocò il dissesto economico della famiglia che ebbe conseguenze drammatiche nella vita dello scrittore: la moglie sprofondò irreversibilmente nella follia e ciò costituì per Pirandello il germe della sua concezione dell'istituto familiare come trappola che imprigiona e soffoca l'uomo. Con la perdita delle rendite mutò anche la condizione sociale di Pirandello. Quest'ultimo, come Svevo, fu segnato dall'esperienza della declassazione, da agio borghese a una condizione di piccolo borghese. Questo fatto gli fornì lo spunto per la

Giovanni Verga - Vita - Opere - Pensiero

VITA
Giovanni Verga nacque nel 1840 a Catania da una famiglia di agiati proprietari terrieri; compì i primi studi presso maestri privati e ne fu influenzato soprattutto per quanto riguarda il patriottismo e il gusto letterario romantico. Si iscrisse alla facoltà di legge a Catania, ma senza concludere i corsi, per dedicarsi al lavoro letterario e al giornalismo.
Questa formazione irregolare lo discosta dalla tradizione di autori che possedeva una profonda cultura umanista, infatti, la sua formazione comprende gli scrittori francesi moderni e i romanzi storici italiani.
Nel 1865 rendendosi conto che per divenire uno scrittore di successo era necessario che si allontanasse dai limiti della sua cultura provinciale ed avvicinarsi ad ambienti culturali e letterari più ricchi e dinamici si trasferì prima a Firenze e poi a Milano; quest’ultima era il centro culturale più vivo della penisola e qui entrò in contatto con gli esponenti della scapigliatura e compose gran parte delle sue opere più celebri.

Giosuè Carducci - Vita - Opere - Pensiero

VITA
Giosuè Carducci nacque nel 1835 a Valdicastello, in Versilia da famiglia medio borghese. Trascorse l’infanzia libero a contatto con una natura affine al proprio carattere, che fu poi oggetto di nostalgia e di mitizzazione poetica. Si laureò in lettere e iniziò la carriera di insegnante.
Ricevette la cattedra di letteratura italiana a Bologna, condusse la vita del professore e dello studioso, tra l’insegnamento e la ricerca. Partecipò alla vita culturale del tempo, ottenne il premio Nobel per la poesia nel 1906 e morì l’anno successivo.

IDEOLOGIA
Cresciuto in un atmosfera familiare patriottica, fu inizialmente di idee accesamente democratiche e repubblicane, influenzato dal padre: seguì con entusiasmo le vicende risorgimentali, subendo però un’amara delusione del processo unitario che ha portato al trionfo del compromesso monarchico e della Destra storica. Nei confronti del nuovo governo, assunse atteggiamenti di opposizione poiché la sua attività non rispondeva agli ideali risorgimentali: si scagliò contro la rinuncia a conquistare Roma, in mano al Papa, contro gli interventi dell’esercito per bloccare Garibaldi e contro la classe politica.

Giovanni Pascoli - Vita - Opere - Pensiero

La vita

Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna, da una famiglia della piccola borghesia rurale. Giovanni è il quarto di ben 10 fratelli. Il 10 agosto 1867 mentre tornava a casa al mercato di Cesena, Ruggero Pascoli (padre di Giovanni) fu ucciso a fucilate, ciò diede al giovane Pascoli il senso di un'ingiustizia bruciante. La morte del padre creò difficoltà economica alla famiglia, che dovette trasferirsi a San Mauro e in seguito a Rimini. Giovanni sin dal 1862 studiò nel collegio degli Scolopi ad Urbino dove ricevette una rigorosa formazione classica. Successivamente ottenne una borsa di studio presso l'Università di Bologna, dove frequentò la facoltà di lettere. Qui Pascoli subì il fascino dell'ideologia socialista, un socialismo utopico, che affida alla poesia il compito di diffondere amore e fratellanza, poiché alla base vi era la convinzione che sulla terra dominasse solo il male (“Il dolore perfezionando il nostro animo, deve insegnare il perdono”). L’adesione all’anarchismo e al socialismo era un fenomeno diffuso tra gli intellettuali piccolo

Gabriele D’Annunzio - Vita - Opere - Pensiero

VITA
Vicino ai principi dell’estetismo, Gabriele D’Annunzio fu costantemente teso a fare della sua vita una vera e propria opera d’arte, per questo motivo i suoi dati biografici, meritano grande considerazione, anche in rapporto con la sua produzione letteraria.
Nato a Pescara nel 1863 da un’agiata famiglia borghese, studiò nelle scuole più aristocratiche dell’Italia del tempo. Frequentò l’università a Roma ma presto abbandonò gli studi, preferendo vivere tra salotti mondani e redazioni di giornali. Acquistò subito notorietà sia attraverso la produzione di versi e opere narrative sia attraverso una vita scandalosa per i principi morali dell’epoca, fatta di avventure galanti, lusso, duelli. Sono gli anni in cui egli si crea la maschera dell’esteta, dell’individuo superiore che rifiuta la mediocrità borghese, rifugiandosi in un mondo di pura arte.
Agli inizi degli anni Novanta, questa fase estetizzante attraversò un periodo di crisi; gli allora cercò nuove soluzioni e le trovò in un nuovo mito, quello del superuomo Nietzschiano caratterizzato da

Giacomo Leopardi - La sera de dì di festa - Analisi - Commento

L’idillio “La sera del dì di festa” è stato scritto da Giacomo Leopardi a Recanati, suo paese natio, nella primavera del 1820. Fa parte della raccolta dei primi idilli, caratterizzati da tematiche autobiografiche e personali, in cui la realtà esterna è rappresentata tutta in funzione soggettiva.
La poesia si apre con la descrizione di un notturno lunare di stampo classico, dal quale si può subito identificare una di quelle immagini che, come lo stesso Leopardi aveva teorizzato nello “Zibaldone”, possiedono la forza suggestiva di stimolare l’immaginazione: la luce della Luna. Si rivolge poi a una donna amata che non è identificabile con un personaggio reale, e ne descrive il sonno tranquillo, senza preoccupazione e incurante del dolore che ha scaturito al poeta, che lo induce ad una serie di riflessioni pessimistiche. Prime fra tutte la convinzione che la natura “matrigna”, qui personificata, gli abbia imposto una sofferenza perpetua che neanche la speranza possa placare. Si sviluppano così le prime caratteristiche tipiche della fase del pessimismo storico, in cui il dolore non accomuna tutti gli uomini.
La reazione del poeta a questa condanna è titanica e si manifesta in atteggiamenti di violenta ribellione: “qui per terra mi getto, e grido, e fremo”, che crea un abile contrasto con la quiete e la serenità del paesaggio naturalistico presentato nei primi versi e il sonno tranquillo della donna.

Ugo Foscolo - A Zacinto - Analisi - Commento

Il sonetto “A Zacinto” fu scritto da Ugo Foscolo intorno al 1803 ed è dedicato all’isola in cui il poeta nacque, Zante, che egli chiama “Zacinto”, riferendo sia al suo nome greco antico. Foscolo è consapevole del fatto che non si ricongiungerà mai più alla sua amata terra nativa, a causa del suo esilio, prima in Svizzera e poi a Londra.
il sonetto si apre con la locuzione né, che oltre che a dare un’impronta pessimistica al componimento, si ricollega alla consuetudine di Foscolo di iniziare i propri sonetti con espressioni vaghe e indefinite; in questo caso sembra quasi che il sonetto rappresenti la prosecuzione di un discorso formulato fra sé e rimasto inespresso.
I temi principali sono l’irraggiungibilità della patria, la nostalgia di casa sono dunque sicuramente i temi principali: Foscolo accomuna la sua isola a Itaca, la patria di Ulisse e crea un parallelismo tra se stesso e l’eroe mitologico, il quale torna alla sua isola dopo vent’anni, carico di fama e circondato dal fascino che deriva dalle sue sventure; il poeta, invece non potrà più tornare nell’isola natale, la quale potrà avere solo il suo canto e la sua lode.
Da questo particolare si profila una contrapposizione tra Foscolo e Ulisse, tra l’eroe romantico e l’eroe classico. L’eroe romantico è negativo, non può concludere felicemente le proprie peregrinazioni; l’eroe classico, invece positivo, avrà infine il fato favorevole.
Il tema della morte è molto sentito soprattutto nelle ultime due strofe, nelle quali Foscolo esclude anche di poter essere sepolto nella sua terra natia, poiché il destino avverso gli ha già imposto la sepoltura in terra straniera in cui nessuno potrà piangere sulla sua tomba.
Nella seconda terzina Foscolo riprende il mito di Venere, la quale, secondo la mitologia, nascendo dalle stesse acque che bagnano Zante e altre isole, le ha rese fertili con il suo primo sorriso.
Centrale nel sonetto è inoltre l’immagine dell’acqua, notiamo infatti come tutte le rime delle due quartine appartengano al campo semantico dell’acqua:  sponde, giacque, onde, nacque, feconde, tacque, fronde, acque. L’acqua è vista come datrice di vita e si identifica con l’immagine materna, inversamente l’assenza totale di vita è rappresentata dall’assenza di acqua come afferma lo stesso  Foscolo nell’ultimo verso “illacrimata sepoltura”
Il componimento presenta la classica  struttura del sonetto: due quartine e due terzine con schema di rime ABAB ABAB CDE CDE.  Per quanto riguarda invece le figure retoriche troviamo delle allitterazioni: sacre sponde, fea… feconde, vergine… venere , e “l’inclito verso di colui che l’acque”; parecchi enjambement vv 4-5   3-4   8-9   13-14 e le apostrofi “giacinto mia v.3 e o materna mia terra v13.
Il componimento è inoltre intriso riferimenti mitologici che oltre ad offrirgli unicità, dimostrano l’ampia preparazione e conoscenza  del Foscolo.


mercoledì 28 gennaio 2015

Galileo Galilei - Lettera a Benedetto Castelli del 21 Dicembre 1612 - Sintesi - Analisi - Commento

Galileo Galilei è stato una figura di primo piano nella storia del pensiero scientifico, sia per le scoperte che per l’elaborazione di un metodo di ricerca totalmente innovativo per il periodo in cui ha vissuto. A causa delle sue idee e essendo vissuto nel periodo della controriforma, incorse nella condanna ecclesiastica e potè salvarsi la vita soltanto attraverso l’abiura delle proprie tesi.
Per poter sostenere le proprie tesi e difendersi dagli attacchi della Chiesa, Galileo scrive numerose lettere indirizzate a allievi, scienziati, nobili ed anche esponenti della Chiesa. Tra queste ricordiamo quella del 21 Dicembre 1612 indirizzata a Benedetto Castelli, frate benedettino allievo di Galilei.
In questa lettera egli intende presentare delle riflessioni a proposito dell’opportunità di utilizzare le sacre scritture in questioni che riguardano  le scienze naturali, facendo l’esempio del libro di Giosuè, il quale nega la teoria copernicana e galileiana ed afferma che il sole e la luna e la terra siano statici e non in movimento; va quindi contro le evidenze sperimentali.
Il resto della lettera ha un tono argomentativo, Galilei analizza le tesi di coloro che difendono ostentatamente le Sacre scritture e le confuta esponendo il suo pensiero:
Afferma che la tesi secondo cui le sacre scritture contengono la verità assoluta e inviolabile e non possono mentire o sbagliare possono anche essere ammesse come vere, può essere errata però l’interpretazione che viene data al testo, che spesso è eccessivamente letterale e può portare a gravi

Niccolò Machiavelli - Il Principe - Capitolo 6 - Sintesi - Analisi

Nel sesto capitolo del "Principe", breve trattato politico scritto da Nicolò Machiavelli e diviso in 26 capitoli, l'autore pone la sua attenzione sui principati nuovi che si acquistano con armi proprie e con la virtù. Inizialmente egli introduce l'idea del principio di imitazione, secondo il suo ideale, infatti i comportamenti degli uomini non variano nel tempo ed afferma che gli uomini camminano "quasi sempre per le vie battute da altri"; in questo senso anche il principe deve seguire le orme dei grandi politici del passato. Egli elenca alcuni uomini antichi da prendere come modelli: Mosè, il quale liberò gli ebrei dall'Egitto, Romolo, che fu il primo re di Roma, Ciro e Teseo. Questi uomini ricevettero dalla fortuna l'occasione di dimostrare e mettere in pratica la loro virtù, Mosè ad esempio ha ricevuto questa occasione dal fatto che il popolo d'Israele fosse prigioniero in Egitto, Ciro invece era riuscito a salire al potere solo perché  la famiglia che lo aveva preceduto era odiata dal popolo; Teseo infine non avrebbe potuto dimostrare la sua virtù se i i popoli dell'Attica non si fossero riuniti ad Atene. Machiavelli afferma che la più grande difficoltà che un principe affronta quando sale al potere è data dai nuovi ordinamenti che è costretto ad introdurre per dare delle solide fondamenta allo stato: egli infatti si ritrova come nemici tutti quelli che traevano vantaggio dal vecchio ordinamento che sarà difeso con accanimento; ed avrà come difensori tutti quelli che trarrebbero vantaggio dal nuovo ordinamento, ma lo appoggeranno con poca combattività. Egli afferma che per mettere in opera le sue riforme, se è necessario, un principe debba usare la forza propria, oppure chiedendo aiuto ad altri; ad esempio Mosè, Ciro, Teseo e Romolo non avrebbero potuto far osservare a lungo le loro leggi ai popoli se non avessero usato la forza. Machiavelli  utilizza anche l'esempio negativo di Savonarola, che andò in rovina perché non aveva utilizzato la forza per controllare la parte della popolazione che non credeva più in lui. Incitamento alla violenza potrebbe sembrare negativo, ma Machiavelli afferma che il popolo dimentica rapidamente la violenza iniziale del principe ed inizia a venerarlo per le sue virtù. Nell'ultima parte del capitolo Machiavelli afferma che chi acquista potere con grande fatica avrà più facilità nel mantenerlo; se serve dell'esempio di Gerone Siracusano, il quali sconfisse i Mamertini che minacciavano Siracusa e divenne tiranno.
In questo capitolo, come in tutta l'opera Machiavelli ricorre all'impostazione dilemmatica del discorso, che si esplica nell'uso costante della proposizione disgiuntiva: alla riga 14 "o fortuna o virtù", alla riga 16 "o l'una o l'altra", alla riga 22 "o acquistato o fondato regni" ecc..
Alle righe 9-11 troviamo una metafora :" fare come gli arcieri prudenti, e quali parendo el loco dove disegnano ferire troppo lontano e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiungere con la loro freccia a tanta altezza, ma per potere con l’aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro.” machiavelli afferma che un principe debba mirare in alto, poiché come l’arciere deve mirare più in alto del suo bersaglio se vuole centrarlo, così egli deve  “temere” che i suoi obbiettivi siano sempre al di sopra delle sue capacità, e allora impegnarsi ad essere all’altezza di essi.


De coniurazione Catilinae - Sallustio - Sintesi

PROEMIO
In questa parte Sallustio affronta un argomento di carattere generale: i principi ai quali deve attenersi la vita umana per ottenere la gloria verso i posteri. Afferma che l'uomo, per differenziarsi dagli animali, deve valorizzare la propria componente spirituale e non deve lasciarsi trasportare dai vizi. Afferma inoltre che in seguito alle avversità procurategli dalla vita pubblica, decise di abbandonarla e di dedicarsi all'attività letteraria.
Nella composizione del proemio, egli si rifà a una convenzione letteraria degli storici ellenistici, i quali aprivano le loro opere con un brano che avesse un contenuto incontestabile; e si rifà alla 7° epistola di Platone, nella quale egli mostrava il proprio disgusto per la vita politica ateniese.
Con il proemio Sallustio vuole presentare la sua posizione a proposito del dibattito molto acceso nella Roma del I secolo a.C., quello tra il negozium e l'otium. Gli uomini legati al mos maiorum affermavano la superiorità del negozium (attività pratiche) mentre i sostenitori dell' innovazione, e lo stesso Sallustio, ne affermavano pari dignità con l'otium (attività intellettuali).

DESCRIZIONE DI CATILINA
Nel 5° capitolo sallustio propone il ritratto di Catilina, soffermandosi sulla sua vita e sui suoi molteplici difetti, sul suo animo malvagio e lo critica per essersi fatto corrompere dalla lussuria e dall' avarizia.

Cicerone - Vita - Opere in versi

VITA
Cicerone nacque ad Arpino il 3 gennaio del 106 a.C., da una ricca famigli equestre. Da ragazzo si trasferì a Roma dove apprese l’eloquenza, il diritto civile, la retorica e anche la filosofia. In questo periodo si dedicò a traduzioni di opere dal greco e alla composizione di poesie seguendo i canoni della poesia neoterica. In giovinezza si recò anche in Grecia, come erano soliti far ei giovani che potevano permetterselo, entrando in contatto con cultura greca  frequentandola scuola di diversi filosofi e seguendo lezioni di retorica.
Rientrato a Roma sposò Terenzia, dalla quale ebbe due figli, Cicerone e Tullia e malgrado fosse un homo novus, cioè il primo della sua famiglia a dedicarsi alla vita pubblica, intraprese il cursus honorum che lo portò all’elezione al consolato ne 63 a.C., anno in cui sventò la congiura di Catilina di cui parla Sallustio nel “De coniugazione Catilinae”. A partire da quell anno, molti gli riconobbero meriti notevoli nell’ave salvato la Res pubblica, ma allo stesso tempo, presentandosi come un conservatore, lo misero in contrasto con personaggio come Cesare, Pompeo e Crasso, i quali si allearono formando il primo triumvirato e lo spedirono in esilio accusandolo di aver condannato a morte senza processo i seguaci di Catilina.
L’esilio durò soltanto 18 mesi e al suo ritorno a Roma trovò inoltrato lo scontro tra Cesare e Pompeo; decise di schierarsi dalla parte di Pompeo, ma dopo che questo venne sconfitto a Farsalo si avvicinò a Cesare, ma successivamente preferì ritirarsi a vita privata. In questo periodo affrontò diversi problemi personali: il divorzio dalla moglie e la morte della figlia Tullia.
Dopo la morte di Cesare cercò di rientrare nella vita politica e decise di schierarsi contro Antonio, pronunciando contro di lui le orazioni Filippiche; questa decisione lo portò alla truci dazione da parte dei sicari di Antonio nel 43 a.C.

LE OPERE IN VERSI
Nei primi anni della sua vita cicerone si dedicò a comporre opere in versi  di carattere neoteriche, di cui ci sono rimasti solo alcuni frammenti; tra queste ricordiamo:
-          Aratea: traduzione dei Phenomena, un poema astronomico composto da arato di Soli
-          Maruis; De consolatu meo; De temporibus meis: nel quale egli si allontana dalla poesia neoterica per approdare al genere epico-storico tradizionale
-          Tusculanae disputationes: importante perché il un passo i poetae novi vengono definiti sterili imitatori di un poeta greco di nome Euforione. Egli comunque non intende attaccare tutta la produzione neoterica, ma soltanto l’estremismo neoterico, egli infatti non accettava una letteratura che portasse all’evasione dalla realtà ed era quindi favorevole ad una poesia che non eliminasse l’interesse per l’uomo e il suo mondo.